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055 1967-11 Alessio del Fiorentino

February 12, 2015
Alessio del Fiorentino

Alessio del Fiorentino

055 1967-11 Alessio del Fiorentino

È già passato un anno dalla scomparsa di Alessio. Ci saranno mille e più modi per definire chi è un amico. Oggi voglio provare questa: l’amico è quello con cui puoi continuare una conversazione, anche se non lo vedi da anni, come se fosse stata interrotta la sera prima. E quando l’amico se ne va lo sentirai sempre vicino, tanto vicino da continuare quella conversazione con la tua mente e col tuo cuore.

 Ecco quanto scrissi l’anno scorso:

 Alessio per quanto ne sappia non ha mai avuto un soprannome*, Alessio era più che sufficiente. Se proprio uno voleva strafare poteva aggiungere “del Fiorentino”, ma questo era come un titolo nobiliare.

Tanya, dopo aver appreso la triste notizia della sua morte in Facebook, me la l’ha subito comunicata, aggiungendo:

“Yes, he was a force.”

Penso che Tanya sin da quando era piccina voleva andare al Fiorentino proprio perché c’era Alessio, a lei i suoi giochi da prestigiatore interessavano più del cibo anche se poi quando arrivava col carrello dei dolci il suo volto si illuminava. Il problema era la scelta.

Moh v’arconto ‘na storia.

Febbraio 1991. Prima Guerra del Golfo, per ragioni di lavoro mi trovavo a Sorrento, niente male, molto meglio che esser stato convocato per una riunione a Pomezia. Ovunque si respirava un’aria pesante come se la guerra fosse dietro l’angolo, come se dovessi aspettare uno sbarco imminente di truppe nemiche.

Finito il mio progetto in anticipo decisi di partire da Sorrento per passare alcuni giorni a Sansepolcro. Era una domenica mattina, traffico inesistente, strade ed autostrade deserte. Arrivai verso l’una, non mi piaceva l’idea di piombare in casa di parenti o amici così d’improvviso, inaspettato. C’era un solo posto dove potevo andare per pranzo: il Fiorentino, in fondo era un po’ come andare a casa. Decisi poi di rimanere anche a dormire, ma questa è un’altra storia.

Allora, dopo quel lungo viaggio in macchina, ero contento di salire quelle scale per raggiungere il ristorante al primo piano, non ci sarebbero state sorprese, mentalmente vedevo il menu, sapevo che la tradizione sarebbe stata mantenuta. Entrai e non vidi nessuno, mi diressi verso la sala da pranzo sulla sinistra ed era vuota, Nessuno! Non era possibile, domenica per pranzo ed il Fiorentino non ha neanche un cliente, ma non è possibile!

Comparve Alessio, e un po’ sconsolato, ma sempre con l’immancabile papillon, mi disse:

“C’è la guerra, la gente ha paura, sta in casa. La gente non ha studiato la geografia, non sa dove sia Bagdad.”

E aggiunse, con un gesto della mano ed una parvenza d’inchino, indicandomi la sala:

“Dove ti vuoi mettere a sedere? Scegli, anche se so dove andrai.” Naturalmente scelsi il “mio” posto sull’angolo, accanto alla vetrinetta piena di cimeli.

Mangiare da solo può esser deprimente, ma diciamo che ne ho una certa esperienza, ma quella domenica era molto differente, era addirittura assurda: essere in un ristorante completamente vuoto e forse Alessio lo capì. Si sedette con me e si mise a mangiare. Alla fine del pranzo chiesi il conto.

“Ma che scherzi? Fa conto che t’ho ‘nvitato a chesa mia per il pranzo della domenica.”

Alessio, quando arriverà il mio turno, spero proprio di potermi intrufolare in quell’Olimpo dove te assieme a tanti grandi ristoratori vi darete da fare per preparare banchetti favolosi che durano un’eternità.

* Dopo aver pubblicato questo, ci sono stati degli amici che mi hanno ricordato che ci fu un tempo in cui alcuni lo chiavano “ucello”. Vero! Me n’ero scordato.

 

Marblehead, 11 febbraio 2016

Fausto Braganti

ftbraganti@verizon.net 

Il mio blog di memorie M’Arcordo… www.biturgus.com/

Ho recentemente pubblicato il libro “M’Arcordo…” che può essere acquistato nelle librerie di copertinaSansepolcro. Questo è un breve filmato dell’inizio della presentazione del libro avvenuto nella sala consiliare (quella che io chiamo “sala del biliardo”) del Comune di Sansepolcro, 25 aprile 

 Presentazione del libro M”Arcordo…

 

 

One comment

  1. Grazie Fausto, per questa memoria, Alessio e’ un pezzo di borgo che restera’ sempre vivo nel nostro cuore.



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