Archive for September, 2014

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009 lo Stemma della Città di Sansepolcro

September 30, 2014

Questa foto non è mia, ringrazio Ernesto De Matteis per avermela “prestata”.

Per caso girovagando per Twitter ho scoperto un sito dove Ernesto ci racconta della sua visita a Sansepolcro e della scoperto dello stemma più bello del mondo: 

http://www.trippando.it/storia-del-piu-bello-stemma-di-citta-del-mondo/

e non solo, il tutto corredato di bellissime fotografie. Anche se le immagini erano ben conosciute è riuscito ad interpretarle con una luce nuova, direi commovente, almeno per me.

           009  lo stemma della ciitta' di Sansepolcro A proposito dello stemma voglio aggiungere quello che mi raccontava il mi’ babbo. Non ho alcuna documentazione che possa comprovare il fatto.

            Lo stemma, direi per ovvie ragioni, del Borgo del Santo Sepolcro fu per secoli caratterizzato da un sarcofago, anche se si riferiva a quello di Gesù rimaneva tristemente macabro.

            Negli anni trenta un podestà, a quei tempi non c’era il sindaco, di nome Angiolo Mariucci decise di cambiare lo stemma ed aggiungere il Cristo risorgente e vittorioso di Piero. E così fu.

            Aldous Huxley definì la Resurrezione “The Best Picture” ma lo fece molto prima che lo stemma fosse modificato, altrimenti avrebbe potuto anche dire “The Best Coat of Arms”.

 

            Marblehead, 30 settembre 2014

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053 2014-09-26 Dante e Petrarca sono arrivati a Round Pond

September 28, 2014
Dante E Petrarca a Round Pond

Dante E Petrarca a Round Pond

Ma come hanno fatto Dante e Petraca ad arrivare fino a Round Pond?

Round Pond è un piccolo paese sul mare lungo la frastagliatissima costa del Maine, nel nordest degli Stati Uniti. L’insenatura del porto e tonda con l’apertura verso l’oceano che si restringe, uno dei primi esploratori che si avventurò da queste parti quando lo vide pensò che assomigliava ad uno stagno, così lo battezzò lo Stagno Tondo.

Le fitte foreste coprono le innumerevoli penisole che si protrudono sull’oceano ed i colori che cambiano con le stagioni rendono il tutto magico, spettacolare. Ma questo luogo è idilliaco solo per una parte dell’anno, quando arriva l’inverno polare è meglio partire, l’acqua del Pond si gela.

La casa di Mark e Kim è vicina al mare. Di libri ce ne son tanti e su un tavolino troneggiano in bella mostra sei volumi rilegati in pelle che un giorno Mark comprò in una svendita. A lui, che non conosce l’italiano, piaceva la rilegatura. Fu così che Dante e Petraca arrivarono fin qui. I libri, con il testo in italiano, furono pubblicati a Londra nel 1808. L’edizione fu curata da un certo Romualdo Zotti, che scrisse anche una lunga ed erudita introduzione alle opere. IMG_3510

I volumi facevano parte della biblioteca della città di Cambridge, quella americana con Harvard University. C’è bel timbro con l’autorizzazione a sbarazzarsene, si vede che da anni nessuno li consultava. Ma quando e come saranno arrivati a Cambridge? Il poeta Henry Wadsworth Longfellow fu il primo americano a tradurre Dante nel 1867, e fu un’impresa circondata da polemiche. Ci furono quelli che si opposero con veemenza, pensavano che un opera così cattolica avrebbe potuto corrompere i lettori impreparati, in particolare i giovani.

Vorrei pensare che Longfellow consultò proprio questi volumi, lui abitava vicinissimo a quella biblioteca.

 

 

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052 2008-01-22 New York, Metropolitan Museum, l’elmo borgognone ritrovato.

September 20, 2014
elmo borgognone

elmo borgognone

M’è sempre piaciuto visitare musei, son grato a quelli che hanno raccolto collezioni d’opere d’arte e d’artefatti che poi conservano con cura per poi mostrarceli. Forse questo mio amore cominciò quando ero piccino e mio padre mi portò, per caso, a vedere la Resurrezione di Piero della Francesca in quella che era chiamata la Pinacoteca. Ma che parola strana, pensavo allora.

Il Metropolitan Museum di New York usa la logodi Luca Pacioli come logo, e di questo ne son fiero. L’ho visitato molte volte.

Ci sono grandi opere ed altre diciamo di minore importanza, e proprio fra queste c’è uno dei miei pezzi preferiti, un elmo borgognone del XV secolo. Lo scoprii quando era ancora, tutto da solo, in una bacheca un po’ nascosta. Lo trovai bellissimo, moderno, elegante nelle sue proporzioni e quel metallo battuto a spirale dava al tutto un perfetto equilibrio di forme. Ma chi era stato quel fabbro geniale che l’aveva forgiato? In ogni susseguente visita al museo sono andato a cercarlo, ad ammirarlo di nuovo. Ma poi chi erano i Borgognoni? Fra le tante bande di mercenari che scorrazzavano per l’Europa nel medioevo c’erano anche loro. Ognuna di queste cercava di vincere la gara di avidità e crudeltà. Uno di loro aveva indossato quest’elmo. Furono loro quelli che presero prigioniera Giovanna d’Arco per poi venderla agli Inglesi. Furono loro quelli che perpetrarono il terribile massacro di Cesena? Di questo non son sicuro, forse furono i Bretoni od i Normanni.

Un giorno l’elmo non era al suo solito posto. Era sparito, ma dove l’avevano messo? L’avevano rubato? Domandai, ma nessuno mi seppe dare una risposta. Ero dispiaciuto.

Poi d’improvviso ricomparve, lo ritrovai trionfante in tutta la sua gloria in una gran vetrina assieme ad altri pezzi dello stesso periodo. Avevano allestito delle nuove sale piene d’armi ed pezzi dello stesso periodo. Ero contento.

 

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056 2014-08-26 Roma, monumento ai caduti di Dogali.

September 17, 2014

Roma, monument ai caduti di Dogali

Roma, monument ai caduti di Dogali

In un caldo pomeriggio di giugno del 1972 son passato per Dogali in Eritrea, a pochi chilometri fuori Massaua. Ero in un convoglio di tre taxi scortato da una pattuglia di militari che andava ad Asmara, temevano un attacco degli shifta, i briganti.

Il terreno era arido e coperto da sassi e rocce acuminate. Ma come erano finiti le nostre truppe, un altro lontano caldo giorno di giugno, in questo luogo desolato? Furono sopraffatte e massacrate dalle orde abissine, anche se armate solo di lance e spade, erano almeno venti volte superiori.

È facile criticare quest’oggi certe decisioni politiche prese tanto tempo fa (1887) che portarono a quel tragico evento, morirono in più di quattrocento. Un nostro giudizio sarebbe del tutto gratuito e fuori del contesto storico.

In un altro caldo pomeriggio, del mese scorso, son passato davanti al monumento dedicato ai caduti di Dogali, a Roma, non lontano da Piazza dell’Esedra. Furono di certo quegli stessi politici fautori dell’espansione coloniale a far erigere quel memoriale, forse si sentirono con la coscienza a posto. Anche se da lontano avevo visto quell’obelisco tante volte non m’ero mai fermato per vedere cosa fosse. Ma oggi chi si ricorda di Dogali? Son passati quasi 130 anni Non certo tutti quei pezzenti senza casa che mangiavano e bevevano fra le aiuole del parco, pieno di immondizie. Non si vedono quelli nascosti seduti all’ombra sulle scale del monumento.

Mi son messo a leggere quei nomi, erano tanti. Ognuno, soldati ed ufficiali, ha la sua storia dimenticata, sconosciuta.

Mi son commosso.

Mi sono arrabbiato con una donna sporca e cenciosa che aveva gettato per terra una lattina della birra, anche se il bidone dell’immondizia era a pochi metri. La mia futile protesta non è servita a niente, sono stato io a raccogliere la lattina.

 

Marblehead, 17 settembre 2014

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055 2014-08-07 Pas de la Casa, Andorra. Whisky e detersivo

September 16, 2014
detersivo e whisky, solo ad Andorra

detersivo e whisky, solo ad Andorra

Era da tanto che volevo andare ad Andorra, almeno dai tempi in cui facevo la collezione di francobolli, forse è meglio non dire il numero degli anni. Dopo San Marino, il Vaticano e Monaco mi mancava alla collezione.

Fra i miei amici solo Giorgio Biagioli con la Paola c’era andato, addirittura in motocicletta.

Arroccata, sperduta nei Pirenei è stata isolata per secoli fino agli inizi degli anni ’30 quando hanno costruito la prima strada carrabile. Oggi le cose son cambiate, una pacifica invasione soprattutto di spagnoli ricchi e di francesi poveri cala ogni giorno alla ricerca di prodotti di lusso o quelli a buon mercato e per fare il pieno. Non avevo mai visto tante stazioni di servizio, con la benzina a circa € 1.20 al litro non c’è da sorprendersi.

La gran differenza di prodotti offerti si nota fra Andorra la Vella (la capitale) e Pas de la Casa proprio sul confine con la Francia. Nella prima ci sono i negozi di tutte le grandi case di moda, come fossimo a Parigi o a New York, mentre nella seconda tutta mercanzia da supermercato d’occasione cinese, prezzi stracciati, imbattibili.

Penso che sia l’unico luogo al mondo dove nello stesso scaffale sono in mostra detersivi, whisky e vodka.

Salute!

 

 

 

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055 2014-09-01 Sansepolcro, Presentazione del Palio della Balestra di Franco Alessamdrini.

September 15, 2014
presentazione del Palio 2014

presentazione del Palio 2014

Ho visto Franco Alessandrini che con la moglie si avviava verso il Palazzo delle Laudi. Io ero dietro la gran porta a vetro della sala della Resurrezione, quella in cima alle scale. Si è girato e mi ha riconosciuto, ci siamo scambiati un gesto di saluto, muto e da lontano. Non sapevo che lui fosse a Sansepolcro, anch’io ero arrivato da pochi giorni. Qualcuno mi ha subito informato che quel pomeriggio ci sarebbe stata nella sala consiliare la presentazione del Palio che lui aveva dipinto. Una felice coincidenza.

Non potevo mancare alla cerimonia e mi son tirato dietro due amici americani ch’erano venuti a vedere le opere di Piero della Francesca. Temevo che si annoiassero, invece li ho ritrovati grati d’essere stati presenti ad un evento che senza di me non avrebbero mai veduto.

Dopo i vari immancabili discorsi è stato portato trionfalmente in sala il Palio. Appena visto, anche se da lontano, ho sentito una forte emozione e mi son detto: questa è una grand’opera!

Franco con il suo inconfondibile stile ci ha ridato ancora una volta il meglio di se stesso. M’è parso di sentire lo squillo delle chiarine che mi chiamavano a balestrare. È riuscito a fondere tutti quegli elementi tradizionali dell’antica tenzone fra Sansepolcro e Gubbio in una plasticità tridimensionale piena di movimento.

Mi ha fatto pensare a certe opere futuriste, ma Franco è un post-futurista? Questo non è importante, non voglio perdermi in giudizi avventanti con giudizi che non son qualificato a fare, non sono un critico d’arte. So solo che ammiro i suoi lavori, che me li sento vicini, che mi emozionano e questo mi basta.

Poi ho avuto un momento di panico. Ma non è possibile metter in gara un tale lavoro, se Gubbio vince si prende il Palio e se lo porta via. Sarebbe tragico.

Il Palio 2014 di Franco Alessandrini rimarrà a Sansepolcro. Oggi Mauro Cornioli ha fatto corniolo! Mai gioco di parole fu così appropriato. Grazie a lui Sansepolcro ha vinto il Palio con Gubbio 2014.

 

Marblehead, 14 settembre 2014

 

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008 1920 circa, Villa Paradiso – Fatti, prima e dopo.

September 13, 2014
Villa Paradiso-Fatti

Villa Paradiso-Fatti

Ma come si chiamava?

Villa Paradiso?

Strano, per me Villa Paradiso era un’altra, più in basso, più antica, accanto al Convento dei Cappuccini, dove una volta abitava il mio amico Paolo Massi. Per me era solo la Villa Fatti.

Certo non avrebbero pubblicato una cartolina con scritto Villa dell’Anghiarina, come l’avrebbe chiamata mio nonno all’inizio del secolo, quell’altro.

Queste due cartoline mostrano il prima e il dopo dei lavori di “abbellimento”, penso anni venti, voluti da Luigi Fatti. Non si vedono il campo da tennis e la piscina, forse i primi nella valle.

Era partito da Sansepolcro con la giovane moglie, un povero emigrante, verso il 1890; la crisi economica di quei tempi era endemica, anzi direi secolare. Andar lontano, a cercar di fortuna, era la via d’uscita per i più avventurosi o per i più disperati. La sua destinazione fu il Sud Africa; era arrivata la notizia che avevano trovato l’oro, i diamanti vennero dopo. Poco dopo partì anche Camillo Benci con sua moglie, credo avessero vent’anni.

Luigi Fatti, l’emigrante fortunato e ricco, al suo ritorno comprò una vecchia villa in collina e la modernizzò. Posso solo immaginare i commenti della gente e la mal celata invidia.

Ricordo anche d’aver veduto una brochure in inglese, sempre di quel periodo, in cui si offriva la villa in affitto, inclusa la servitù, ad un prezzo esorbitante. Quelli sono gli anni in cui gli inglesi, quelli ricchi, quelli che ogni sera indossavano lo smoking per cena anche se non avevano ospiti, sognavano una vacanza al sole, al sud. La Toscana, in particolare il Chianti, era una delle destinazioni preferite. Forse proprio per questa ragione nelle cartoline è scritto Toscana invece che Arezzo.

  

13 settembre, 2014