Archive for October, 2015

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068 1974-04 Perù, Cuzco, manca lei.

October 24, 2015
strada di Cuzco, Peru'

strada di Cuzco, Peru’

Questa immagine non è completa, manca lei.

Prima d’andare a Cuzco in Perù in tanti m’avevano ammonito:

“Attento all’altitudine!”

Appena arrivato in hotel mi fu servito una tazza di thè di coca. Forse fa proprio bene, non ebbi nessun problema.

A me piace camminare, esplorare senza un obbiettivo preciso, diciamo che vado a fiuto, come un cane e Cuzco era un posto ideale per queste mie peregrinazioni.

Un primo pomeriggio, le strade di Cuzco erano deserte, ho iniziato una di queste mie girate.

Questa è una lunga strada serrata da mura di pietre perfettamente squadrate ed incastrate, immutata da almeno 500 anni. Gli Incas erano abilissimi taglia pietre.

E poi d’improvviso comparve lei, lontana, al lato opposto della strada e camminando verso di me. Non c’era nessun altro, io e lei, con ogni passo la sua immagine diventava più chiara. I suoi capelli biondo rossastri, tanti, lunghi e pieni si muovevano ad ogni passo come fossero la criniera d’una giumenta. Non era peruviana. M’era sempre più vicina. Indossava dei lunghi pantaloni alla turca, abbondanti, stretti alla caviglia e di tulle trasparenti e pieni d’aria che mostravano le gambe lunghe e tornite. Calavano bassi sul ventre lasciando libero l’ombelico. Il seno abbondante rigurgitava in un corsetto stretto, ricamato, che a mala pena lo conteneva.

E lei mi guardava. Era bellissima. Mi è passata vicino, molto vicino, mi ha sorriso ed ha continuato per la sua via.

Ed io incantato mi son girato per seguirla fin quando è scomparsa alla fine della strada..

E non le feci neanche una foto, a parte il fatto che avevo solo un Istamatic!

 

Ma che forse fu solo un effetto ritardato dell’altitudine?

 

Marblehead, 3 settembre 2015 Il mio blog di momorie: M’Arcordo… http://biturgus.com/.

Ho recentemente pubblicato il libro “M’Arcordo…” che si trova in tutte le librerie a Sacuinsepolcro.

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071 1948-10-17 il Corriere dei Piccoli

October 20, 2015
Il Corriere dei Piccoli

Il Corriere dei Piccoli

Alla prima che mi fai, ti licenzio e te ne vai.”

E queste erano sempre le ultime parole minacciose del re Tamarindo, e di certo il povero Timbuktu tremava di paura.

Ed io mi domandavo: che succederà poi? ma dovevo aspettare sempre un’altra settimana.

Questo era il Corriere dei Piccoli, che noi chiamavamo il “Corierino”.

Credo che questa maniera di narrare una semplice storia in rima con didascalia sotto il riquadro sia precedente al fumetto.

Costava 20 lire, una piccola fortuna, il valore d’un bel cono gelato da Gerasmo e nel 1948, l’anno del terremoto, l’avrei potuto ancora pagare, se ce le avessi avute, con due banconote quadrate da 10 AM lire.

 

Marblehead, 20 ottobre 2015

 

Il mio blog di memorie M’Arcordo… www.biturgus.com/

Ho recentemente pubblicato il libro “M’Arcordo…” che può essere acquistato nelle librerie di Sansepolcro. Questo è un breve filmato dell’inizio della presentazione del libro avvenuto nella sala consiliare (quella che io chiamo “sala del biliardo”) del Comune di Sansepolcro, 25 aprile 2015. 

Presentazione del libro M’Arcordo… 25 aprile 2015

E questo è il sito dedicato al http://il-dottore-fotografo-alla-grande-guerra.com/

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070 1979-12 l’arco di via Giovanni Buitoni

October 17, 2015
l'arco di via Giovanni Buitoni a Sansepolcro

l’arco di via Giovanni Buitoni a Sansepolcro

Quando i Pichi fecero pace coi Graziani costruirono un arco per unire i loro palazzi, ma questo l’abbiamo già detto. E non ci siamo dimenticati di ricordare che sotto l’arco c’era un maleodorante pisciatoio.

Ma allora che c’è di nuovo in questa immagine? Non è un documento storico, a parte il fatto che ci ricorda che negli ultimi giorni di quell’anno nevicò, ma pochino ‘na ‘ncasciatina.

Ognuno di noi vive con una buona dose di aspirazioni e di bisogni naturali da soddisfare.

Che questa mia fotografia sia la prova di questo umano anelito insopprimibile?

Ecco, in quella mattina d’inverno umida e fredda ci fu un signore che camminando per la Via Maestra ebbe una spiacevole sensazione: gli scappava forte. Per fortuna era all’altezza dell’arco di via Giovanni Buitoni ed utilizzò uno degli ultimi vespasiani. E dopo fu felice.

Chiedo il vostro parere. Ingrandite l’immagine, vi pare che quello che si intravede sulla destra sotto l’arco sia proprio lui, il bisognoso? Ma forse il tutto è solo frutto della mia immaginazione.

Scusate se vi ho fatto perder tempo con queste mie vane elucubrazioni mattutine. Ho finito la mia tazza di caffè.

 

Marblehead, 17 ottobre 2015

 

Il mio blog di memorie M’Arcordo… www.biturgus.com/

 

Ho recentemente pubblicato il libro “M’Arcordo…” che può essere acquistato nelle librerie di Sansepolcro. Questo è un breve filmato dell’inizio della presentazione del libro avvenuto nella sala consiliare (quella che io chiamo “sala del biliardo”) del Comune di Sansepolcro, 25 aprile 2015.

https://www.youtube.com/watch?v=Cuj_L36JYeQ

 

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027 1920 circa, Aldous Huxley e D.H. Lawrence da qualche parte in Valdarno

October 12, 2015

Credo che anche D. H. Lawrence (a destra) deve essere stato a Sansepolcro per vedere la

Aldous Huxley a sinistra e D.H. Lawrence

Aldous Huxley a sinistra e D.H. Lawrence

Resurrezione. Ma ci andò con il suo amico Aldous Huxley? Questa foto degli anni 20 fu scattata quando Huxley lo andò a trovare mentre era in vacanza da qualche parte nel Valdarno.

È probabile che i due abbiano parlato anche di Piero della Francesca. 

Huxley nacque nel 1894 in una delle grandi famiglie intellettuali inglese ed era nipote di famoso biologo Thomas Henry Huxley, amico e belligerante sostenitore di Darwin e delle sue teorie, nonché appassionato di Garibaldi e del Risorgimento Italiano. Fu forse questo amore per l’Italia, che si respirava in famiglia, che ebbe una forte influenza su Aldous bambino.             

Nel primo dopoguerra iniziò a viaggiare per l’Europa e l’Italia era la sua destinazione preferita. La sua generazione seguiva ancora la vecchia tradizione britannica del “Grand Tour”, almeno quelli che se lo potevano permettere. La sua era la generazione sopravvissuta alla Grande Guerra, che magari in trincea aveva riletto i grandi poeti romantici come Byron, Shelley and the Brownings, magari sognando che un giorno non lontano avrebbe liberamente traversato la Manica e dopo le Alpi raggiungere la loro agognata meta: l’Italia “… das Land, wo die Zitronen blühn” (la terra dove fioriscono i limoni) come Goethe l’aveva descritta più di cent’anni prima.

Immagino che Huxley fosse stato un assiduo frequentatore della National Gallery di Londra, dove aveva di certo scoperto ed ammirato “Il Battesimo” e “La Nativitá” di Piero della Francesca. Va ricordato, e secondo me importante nel contesto di questa narrazione, che la riscoperta e la rivalutazione di Piero era iniziata verso la metà dell’Ottocento e rimaneva ancora limitata ad un gruppo molto ristretto di studiosi ed intellettuali. Huxley era certo parte di questa élite, e nel suo viaggiare in Italia volle includere i luoghi in cui avrebbe potuto ammirare i lavori di Piero. Di certo aveva letto Austin Henry Layard, viaggiatore ed esploratore che s’era avventurato a Sansepolcro; era stato forse lui, con i suoi scritti, quello che gli aveva indicato la via: sarebbe questa la prova che c’è sempre un libro che ne precede un altro?

Dopo quell’epico viaggio agli inizi degli anni 20, rientrato in Inghilterra, nel 1925 pubblicò “Along the Road”; non voleva essere un saggio ma piuttosto una raccolta di commenti, impressioni ed emozioni del viaggio. Questo fu un libro importante per tutta una generazione di intellettuali anglo-americani fra le due guerre. Qui si inserisce anche la storia di Anthony Clarke e del cannoneggiamento interrotto di Sansepolcro. Non so se venne mai tradotto in italiano.

Questo suo fortunato incontro con Piero lo inspirò a dedicare un capitolo intero del suo libro al Cristo Risorgente: “The Best Picture in the World”. Lo chiama “Il Miglior Dipinto nel Mondo” per poi subito dopo affermare per primo che in fondo è un’espressione un po’ ridicola. Non andrò nei dettagli di questa analisi, si può forse sintetizzare che ogni esperienza estetica è del tutto soggettiva, che nel suo caso si basa sulla semplicità ed onestà del lavoro e delle emozioni che fa provare. L’artista deve essere onesto e Piero ne è un esempio. In fondo molti altri ben noti artisti, fa riferimento anche a certi musicisti, sono solo dei ciarlatani che vendono fumo, e son pieni di luoghi comuni. La ragione perché le masse li ammirano è perché i loro lavori sono facilmente raggiungibili e superficialmente piacevoli. In fondo c’è in Huxley uno punto di chiara snobberia intellettuale. Si sente parte d’un élite, se ne vanta e vuol rimare tale.

E forse fu proprio questa snobberia intellettuale che spinse molti altri a seguire l’itinerario pierfrancescano in quegli anni fra le due guerre, si volevano sentir parte di questa casta privilegiata capace d’apprezzare il Bello. Loro non si sarebbero accontentati di vagare per le sale degli Uffizi o dei Musei Vaticani.

They would take the long way, not always the easy way.

itinerari pierfracescani

itinerari pierfracescani

Alcuni anni fa, in una delle migliori librerie di Cambridge, vicino a Boston (USA), quasi davanti all’ingresso principale dell’Università di Harvard, trovai in uno dei tavoli meglio esposti, una pila di libri la cui copertina attrasse subito la mia attenzione: la Madonna del Parto. Il titolo era promettente: “The Piero della Francesca Trail” (Itinerario Pierfrancescano). Naturalmente mi son messo subito a sfogliarlo e poi non ho saputo resistere alla tentazione: lo dovevo comprare, e così feci. L’autore era Sir John Pope-Hennessy, uno dei grandi studiosi della pittura del Rinascimento Italiano, a suo tempo direttore del Victoria and Albert Museum di Londra ed a lungo collaboratore del Metropolitan Museum di New York per poi ritornare a Firenze dove è morto. Il piccolo libro elegante con delle ottime riproduzioni a colori ha solo circa 80 pagina, e la prima parte ripropone per intero il famoso capitolo “The Best Picture” dal libro “Along the Road” di Aldous Huxley. Lo definirei un tascabile di lusso, considerando anche il prezzo.

Lo stesso Sir John Pope-Hennessy ci racconta che fu dopo aver letto “Along the Road”, decise d’andare fino a Sansepolcro. Mi domando se anche lui da Arezzo prese il famoso “Appennino”, che Huxley aveva a suo tempo definito un trenino da operetta.

E che il pellegrinaggio continui con le nuove generazioni.

PS: a proposito di Aldous Huxley: nel 1932 divenne poi molto famoso con la pubblicazione di  Brave New World, In quegli anni si trasferì ad Hollywood.

Negli anni cinquanta il fotografo Philippe Halsman iniziò uno strano progetto: convincere personaggi famosi a farsi ritrarre saltando.

Aldous Huxley fu uno di quelli, come d’altronde Marylin Monroe.

The jumping Aldous Huxley by Phillip Halsmen

The jumping Aldous Huxley by Philippe Halsman

 

Marblehead 12 ottobre 2015

 ftbraganti@verizon.net

Facebook: Fausto Braganti

Skype:       Biturgus (de rado)

 Ho recentemente pubblicato il libro “M’Arcordo…Storie Borghesi” che può essere acquistato nelle librerie di Sansepolcro. Questo è un breve filmato dell’inizio della presentazione del libro avvenuto nella sala consiliare (quella che io chiamo “sala del biliardo”) del Comune di Sansepolcro, 25 aprile 2015. 

 presentazione libro, 25 aprile 2015

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026 1970-07 Londra, a cena coi Borghesi

October 10, 2015

Non credo che questa sia la prima volta che pubblico la foto di quella cena memorabile con una quarantina di Borghesi a Londra, particolarmente memorabile per me, una specie di cena d’addio col Borgo.

A suo tempo scrissi un M’Arcordo… su quel fortuito incontro uno di quelli che non ce l’hanno fatta ad essere nel libro recentemente da me pubblicato.    1970 Cena coi Borghesi .

Al tempo del mio scritto non sapevo d’avere questa immagine seppellita in un cassetto. Per caso l’ho ritrovata di nuovo, questa volta sperduta nel computer, e la ripropongo a quelli che non l’avessero vista.

1970 come fosse al Borgo

1970 come fosse al Borgo

Marblehead 10 ottobre 2015

ftbraganti@verizon.net

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https://www.youtube.com/watch?v=Cuj_L36JYeQ

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025 1972-01 New York, Leroy Street, a casa dei cugini americani

October 1, 2015
con i cugini Braganti di Leroy Street a New York

con i cugini Braganti di Leroy Street a New York

Quella fu la prima volta che andai a New York in macchina, portai mia madre a trovare i cugini Elvira ed Umberto che con le figlie abitavano in una town house in Leroy Street nel Greenwich Village.

Emozionato nell’arrivare nella grande metropoli presi la corsia sbagliata, mi ritrovai sul Washington Bridge e finii in New Jersey. Non ricordo i dettagli, ma non mi fu facile tornare indietro a Manhattan e trovare la casa dei cugini. Ed aveva cominciato a nevicare.

Mia madre era contenta, finalmente era in “America”. Per lei solo New York era sinonimo d’America, e volle subito andare a vedere il ponte di Brooklyn, voleva controllare se era come quello disegnato sulla “Gomma del Ponte”.

I cugini ci accolsero calorosamente, finalmente anche loro avevano parenti da presentare agli amici.

Quella fu anche l’occasione d’una piccola riunione di Borghesi, infatti Gabriella Piomboni, di via del Pentolo, che era arrivata in USA prima di me, abitava a pochi isolati da Leroy Street, una bella coincidenza.

Altri tempi, anche per un pranzo in famiglia mi ero messo la cravatta, alla mia destra Gabriella, poi mia madre soddisfatta e poi i cugini. Manca Umberto che scattò questa Istamatic dal tipico formato quadrato.

Gabriella già lavorava a Mondadori USA, segretaria di redazione per Epoca e Panorama?

Negli anni a venire Gabriella ed io ci ritrovammo molte volte e sempre ci ripromettevamo di tornare al Borgo per le Fiere di Mezzaquaresima. Non ci siamo mai andati. In compenso, e con tanta gioia e soddisfazione da parte mia, me la son trovata davanti con Stefano nella sala del Palazzo delle Laudi lo scorso aprile, il giorno della presentazione del mio libro M’Arcordo…

 

1982-01 ancora New York, esattamente 10 anni dopo.

Gabriella Piomboni, ufficio Mondadori di Madison Avenue. New York

Gabriella Piomboni, ufficio Mondadori di Madison Avenue. New York

 

In dieci anni successero molte cose, infatti ero diventato babbo e da agente al banco, lavorando con Alitalia all’aeroporto di Boston, ero diventato manager dell’ufficio di Washington. Anche Gabriella aveva fatto la sua carriera, e che carriera: da segretaria avventizia era diventata direttore del gruppo editoriale Mondadori North America, con l’ufficio in Madison Avenue.

 

 

 

 

 Marblehead 5 ottobre 2015

ftbraganti@verizon.net

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