Archive for May, 2015

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020 1956 o ’57 Sansepolcro, Palio della Balestra, gli armigeri

May 28, 2015
gli armigeri

gli armigeri

Questa volta non son sicuro della data di questa foto scattata in Piazza Garibaldi. Credo che sia per il Palio della Balestra del 1956, la prima volta in cui mi misi in costume. Da anni ero impaziente di crescere perché anch’io volevo pavoneggiarmi vestito da armigero con tanto d’alabarda, volevo che le citte (ragazze) mi vedessero.

Vanità!

Io, senza barba naturalmente, sono al centro in prima fila, con il nero della porta aperta che mi fa da sfondo.

Il capo di questi baldi giovani era mio zio Nello Ciuchi, che era stato carabiniere e con i suoi ordini perentori, spesso con la spada tratta, ci teneva in fila.

Anche se riconosco molti dei miei commilitoni, non son sicuro dei nomi. Riconosco Ugo Franceschini e Sergio Fiordelli, vedo anche Gocciola, ma come si chiamava? Umberto Giovagnini, mi hanno detto.

Aiutatemi a ridare un nome a tutti gli altri.

 

Fausto Braganti

Ho recentemente pubblicato il libro “M’Arcordo…” che può essere acquistato nelle librerie di Sansepolcro.

Il mio blog di memorie M’Arcordo… www.biturgus.com/

E questo è il sito dedicato al http://il-dottore-fotografo-alla-grande-guerra.com/

 

 

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019 2015-05-25 Cape Town, Clarke’s Bookstore, un santuario con la Resurrezione di Piero

May 26, 2015
Clarke's Bookstore in Cape Town (foto di Luciana Mazzarella White)

Clarke’s Bookstore in Cape Town (foto di Luciana Mazzarella White)

Luciana, un’amica fiorentina e girellona, è stata mia collega per tanti anni. In confronto a lei io sono un sedentario.

Proprio ieri ho ricevuto questa e-mail da Cape Town in Sud Africa: “Oggi mentre camminavamo per Long Street a Cape Town abbiamo scoperto la libreria Clarke’s e siamo entrati. All’interno ho notato un grande poster con un dipinto che riconoscerai ed accanto c’è la fotografia di Anthony Clarke fondatore della libreria e Comandante Inglese che aveva avuto l’ordine di bombardare Sansepolcro durante la seconda guerra mondiale ma per una strana coincidenza cambiò piano … Eccoti la storia”

E qui Luciana ha inserito un articolo in una pagina web in cui si racconta storia.

“Tu sicuramente da grande storico forse già la conosci. Un grande abbraccio
Luciana”

Naturalmente le ho risposto subito dandole l’indirizzo web dei miei M’Arcordo… dedicati a Clarke e dicendole che ero contento che lei l’avesse scoperto.

Sono seguiti vari messaggi.

Luciana pensa che quella nella foto sia proprio Henrietta Dax, l’attuale titolare della libreria con cui ebbi uno scambio di lettere anni fa.

Le opere di Piero appartengono a tutti e per me questa ne è una prova. In fondo all’Africa, fra l’Oceano Atlantico e quello Indiano mi dice Luciana c’è “Long street, una strada molto caratteristica ed una delle poche rimaste con vecchi palazzi che ti ricordano i paesi nei Caraibi” e proprio là c’è un’edicola, un piccolo santuario, con La Resurrezione. Ne son fiero, e mi dispiace di non aver mai incontrato Anthony Clarke, uomo schivo e riservato che fece di tutto per non passare da eroe.

 Fausto Braganti

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065 Sansepolcro, i diplomi Buitoni 1952 e 1965

May 26, 2015
I diploma Buitoni 1952 e 1965

I diploma Buitoni 1952 e 1965

Chissà quanti ce ne sono ancora di questi diplomi nei cassetti di vecchi dipendenti Buitoni. Distintivo d’oro con tre brillanti!

Il primo, quello del 1952, fu incorniciato. Il secondo del 1965, consegnato a mio padre dall’allora ministro Amintore Fanfani, fu messo nello stesso quadro sopra al primo. Non ricordo quando fu staccato dal muro e fini in un cassetto.

Quando il babbo andò in pensione, dopo oltre 40 anni di apprezzata collaborazione, alla fine di febbraio del 1964 giurò che non avrebbe mai messo piedi nell’azienda. Si sentiva tradito e non era la prima volta. Non mantenne la promessa, non seppe dir di no al Sor Marco che lo aveva invitato di venire alla cerimonia col ministro Fanfani.

Marblehead, 26 maggio 2015

 

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064 1977-04 nel cortile di Santa Chiara a Sansepolcro.

May 23, 2015
Laoconte? Non son sicuro.

Laoconte? Non son sicuro.

Ma chi è? Laoconte? Forse no. Ma che successe al povero Laoconte alle prese coi serpenti? Ricordo un’altra ben più famosa statua nei Musei Vaticani. In quella i figli son due ragazzi, mentre in questa quella a sinistra ha un bel seno ed un pargolo in grembo.

Questa era una delle riproduzioni in gesso di opere famose che ornavano il cortile di Santa Chiara, la mia scuola elementare Edmondo de Amicis. Mi pare ci fosse, a parte un Piero della Francesca, come quello nel giardino omonimo, un Ratto delle Sabine con dei bei sederi tondi.

Certo queste statue non decoravano il cortile ai tempi delle monache clarisse ch’erano state sfrattate dopo l’Unità d’Italia per dare spazio alla scuola laica.

Nello spirito pedagogico della “nuova” Italia c’era il bisogno e la volontà di creare un’identità nazionale, fondata su una storia comune che includeva anche elementi della mitologia greco-romana. Proliferarono le statue e le riproduzioni di gesso erano di gran lunga più economiche di quelle di marmo.

Vedremo, e chissà quando, se alla fine dei lavori ci saranno ancora e in che condizioni. Fatemi sapere.

Marblehead, 23 maggio 2015

 

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065 1988, il lava-finestre mancino di Boylston Street

May 22, 2015
il lava-finestre mancino

il lava-finestre mancino

Ci sono le fotografie non programmate, a sorpresa. Un momento fuggente, irripetibile si presenta inaspettato e sei fortunato d’avere la macchina fotografica pronta, a disposizione.

Oggi anche questo è cambiato, con i telefonini che fanno tutto, meno il caffè, è più facile immortalare l’attimo fuggente.

Quella nella foto fu per diversi anni la finestra del mio ufficio in Boylston Street a Boston. L’edificio che si intravede sulla sinistra è la Public Library. Quella finestra al terzo piano era una volta all’anno proprio sulla linea del traguardo della Maratona. Fu lì sotto dove esplosero le bombe nel 2013. Non c’ero, ero andato via da tempo.

Io sedevo con le spalle verso la finestra, chi era davanti a me dall’altra parte della scrivania, aveva la luce in faccia. Vi assicuro che non lavoravo per la CIA e non volevo intimidire nessuno, mi piaceva così.

Quella mattina stavo parlando con la mia segretaria quando d’improvviso l’ho vista sorridere, sembrava piacevolmente sorpresa: guardava verso la finestra. Mi son girato e eccolo: il baldo window-washer! Avevo la macchina fotografica nel cassetto e scattai subito la foto, mentre lei bisbigliava:

“Sexy eh, and he is left-handed!”  Che i mancini hanno delle doti particolari?

 

Marblehead 22 maggio, 2015

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064 1980-08 Reu Victor Hugo a Marblehead?

May 13, 2015

Rue Victor Hugo

Rue Victor Hugo

Rue Victor Hugo a Marblehead? Non credo.

Eppure la foto ci dice che c’è.

Non credo che in tutta la Francia ci sia un paese od una città in cui non ci sia una Rue Victor Hugo. Forse la più famosa, scic ed elegante, è quella nel 16ème Arrondissement a Parigi.

Di certo questa colle vecchie nasse di legno, adesso son tutte di metallo, ed i panni stesi non è all’altezza della situazione.

Possiamo solo esser sicuri che ci fu qualcuno che una notte, baldanzoso per tutto il vino bevuto trovò forza e coraggio di staccare da un muro quella targa. E così arrivò fin qui.

Anni fa andai a vedere se c’era ancora e scoprii ch’era sparita.

Che forse i francesi avevano mandato un corpo di spedizione per riprendersela? È più probabile che ci fu un altro americano che se la portò via, magari in Nebraska.

 

Marblehead 12 maggio, 2015

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063 1964-09-13 Sansepolcro, il funerale di Porta Fiorentina.

May 4, 2015
il funerale di Porta Fiorentina

il funerale di Porta Fiorentina

Questa volta non sono stato io l’archeologo della memoria ma piuttosto Massimo Carlotti, professore a Bologna, che scavando fra le sue carte ha scoperto dei veri tesori, almeno per noi.

Diciamo che il diario del nostro epico viaggio del ’68 (l’ultimo, poi diventai grande, più o meno) ha un valore limitato, soggettivo. Ma a chi può mai interessare la dettagliata cronologia di tutte le nostre fermate pipi d’un mese attraversando mezza Europa alla ricerca d’un amore perduto? Ancora non c’era la UE ed abbiamo cambiato soldi (pochi) ben sette volte, un’esperienza che le nuove generazioni non hanno.

Fra i reperti ha ritrovato questo annunzio d’un imminente funerale. Quale è la storia? Non ricordo le ragioni ma nel 1964 ci fu una diatriba fra i Balestrieri di Sansepolcro e quelli di Gubbio e questi decisero di non partecipare al Palio di Settembre. I tentativi di Alberto Droandi d’Arezzo di risolvere la situazione furono vani e fu proprio lui che alla fine suggerì una tenzone Porta Romana – Porta Fiorentina. Il Palio si doveva fare.

Noi eravamo di Porta Romana. Ci furono varie inizia per stimolare l’antagonismo fra le due parti, e questa fu una. Ma poi chi vinse? Scusate, questo non me lo ricordo, di certo non fui io.

 

Marblehead, 4 maggio 2015

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