Archive for February, 2016

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032 2016-02-20, Kilroy, ci sono anch’io! (ovvero quelli che stanno dietro la persiana).

February 21, 2016

032  2016-02-20, Kilroy, ci sono anch’ioIn meno d’una settimana il nostro gruppo (Sansepolcro… per chi ama rinascere), ha raccolto ben 2661 adesioni e continua a crescere mentre sto scrivendo. Davvero una gran prova d’affetto e di fiducia da parte di tanti. Penso che il malvagio intento dell’hacker ha ottenuto il risultato opposto a quello da lui sperato, invece di annientare il gruppo lo ha fatto rinascere ancora più forte e vigoroso. La Fenice non deve esser mai sottovalutata!

Ma chi sono queste 2661 persone? Mi viene in mente una processione. Ci sono quelle in prima fila, quelle che portano in alto i crocifissi, gli stendardi, le bandiere, quelle con in mano le torce, quelle che si uniscono nel coro delle preghiere e quelle che seguono in silenzio, ma ne vogliono esser parte, che non temono di farsi vedere. Ci sono poi quelle in piedi ai lati della strada che seguono in silenzio quelli che sfilano, nel loro sguardo non capisci se c’è un senso di approvazione o di critica. Infine ci son quelli che stanno dietro le persiane; direi che la grandissima parte dei membri, considerando il numero degli interventi ricevuti, rimangano ad osservare attraverso le fessure, in silenzio. Sortite fuori, gridate:

“Ci sono anch’io!”

Son certo che avete tante storie e fotografie da condividere con noi tutti, vi aspettiamo.

Per quanto mi riguarda diciamo che esco dalla processione. Questa volta sarò io uno di quelli che osserverà la gente che passa da dietro la persiana, almeno per un po’ di tempo, fin quando non avrò finito il progetto in cui sto lavorando.

Conto di limitare anche i miei interventi su Facebook con solo fotografie attraverso Istagram e commenti politici, inerenti la campagna elettorale americana.

Citte, citti, ve voglio bene e m’arcomando fate i boni. 

PS: il disegno in alto fa parte del folclore americano, Kilroy was here. Durante la II Guerra Mondiali i soldati americani amavano tracciarlo ovunque per dimostrare che loro erano arrivati prima. Si racconta che Stalin, a Postdam per firmare l’accordo di pace, aveva un gabinetto privato solo per lui, aveva il terrore degli attentati, giustamente, si era fatto molti nemici. Un giorno dopo aver espletato i suoi bisogni, ritornò nella sala della riunione e rivolgendosi a Truman: “Ma chi è Kilroy?” Non si sa cosa rispose Truman, ma poi sarà vera?

 

Marblehead, 20 febbraio 2016

© by Fausto Braganti l’immagine non può essere riprodotta senza l’autorizzazione scritta dell’autore.

Marblehead, 20 febbraio 2016

Fausto Braganti

ftbraganti@verizon.net 

Il mio blog di memorie M’Arcordo… www.biturgus.com/

Ho recentemente pubblicato il libro “M’Arcordo…” che può essere acquistato nelle librerie di Sansepolcro. Questo è un breve filmato dell’inizio della presentazione del libro avvenuto nella sala consiliare (quella che io chiamo “sala del biliardo”) del Comune di Sansepolcro, 25 aprile 

 Presentazione del libro M’Arcordo…

 

 

 

 

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074 1986-05, l’Ercole di Piero, Boston, ovvero storia d’una spedizione rimandata

February 15, 2016
L'Ercole di Piero ed i due cospiratori

L’Ercole di Piero ed i due cospiratori

A prima vista direi che i due personaggi (Ivano e Fausto) sembrano abbastanza innocenti, due comuni turisti che vogliono essere immortalati con l’Ercole di Piero in un museo di Boston.

Infatti la complice fotografa segretamente scattò questa foto ed altre solo per poter poi studiare come l’affresco fosse attaccato la muro. In quel museo non era permesso fotografare. Fausto aveva scoperto che l’affresco era pesantissimo e fragile. Ma perché volevamo veder come era stato ancorato?  Semplice, era l’ora che Ercole tornasse a casa sua in via degli Aggiunti. I due stavano pianificando il viaggio di ritorno.

Ivano era sbarcato pochi giorni prima con un commando di uomini senza paura, mimetizzati da sbandieratori guidati dall’ardito Cagnarrino, pronti a tutto per vendicare l’onore oltraggiato: Ercole apparteneva al Borgo. Fausto era da tempo in loco, una talpa che si era intrufolata vivendo una normalissima vita per non dar nell’occhio. Fausto era uno “sleeper”. Un giorno arrivò una telefonata e un semplice “Arriviamo!” fu sufficiente per mettere in moto tutto il necessario per portare a termine la missione.

Gli eventi non furono favorevoli, ci furono intoppi imprevedibili, troppo lunghi da narrare in questa sede anche perché non vogliamo mettere a repentaglio, anche se son passati trent’anni, la vita di nessuno e tantomeno la reputazione delle studentesse che abitavano nel palazzo accanto al museo.

Vi dirò che i nostri eroi si consolarono con una gran bella cena a base di pesce, di ostriche e di lobsters. Il corpo di spedizione rientrò silenziosamente alla base, Fausto riprese il suo ruolo di “sleeper” rimanendo sempre in fremente attesa della prossima chiamata, prima che non si addormenti del tutto.

Marblehead, 15 febbraio 2015

Fausto Braganti 

Ho recentemente pubblicato il libro “M’Arcordo…Storie Borghesi” che può essere acquistato nelle librerie di Sansepolcro. Questo è un breve filmato dell’inizio della presentazione del libro avvenuto nella sala consiliare (quella che io chiamo “sala del biliardo”) del Comune di Sansepolcro, 25 aprile 2015.

Presentazione del mio libro M”Arcordo…

 Il mio blog fotografico https://1dailyphoto.wordpress.com/

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l’immagine e copyright, riproduzione permessa solo con autorizzazione scritta.

 

 

 

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031 1460-1490, Piero della Francesca rivisto da Leonardo da Vinci

February 6, 2016
Il Cristo Vitruviano

Il Cristo Vitruviano

In questi ultimi giorni riguardando una buona riproduzione delLa Resurrezione di Piero della Francesca ho fatto una costatazione sorprendente, ma che questa sia la prima volta che la vedo o meglio: che la noto? Ed il pensiero che forse non l’avevo vista, nonostante le centinaia di volte che sono andato al museo, mi ha scoraggiato, ma solo un poco, mi son consolato col dirmi: meglio tardi che mai ed alla fine quello sguardo mi ha fatto trovare la luce, almeno la mia.

Nella sala del museo di Sansepolcro l’affresco del Cristo Risorgente è alto sul muro direi almeno 3 metri e quegli occhi fissi che mi guardano imperiosi dall’alto verso il basso sono forse a 5-6 metri, e son di sbieco. Considerando poi che mi piace sedermi sulla panca per contemplarlo in pace quest’angolo è ancora più accentuato. Ammirando e concentrandomi sulLa Resurrezione, come se fosse alla mia altezza, faccia faccia, è stata una rivelazione. L’ho percepita, l’ho sentita ancora più vicina come non l’avevo mai sentita. Mi han narrato la storia che un tempo, quando l’affresco, sempre nello stesso muro di oggi, era ancora in quello che era il comune, spesso i viaggiatori (a quei tempi non c’erano turisti) si facevano spostare un tavolo per poi salirci ed ammirarlo guardando quel Cristo direttamente negli occhi. Che Huxley sia stato uno di quelli?

L’immagine di Cristo Risorgente che mi guarda ogni volta che accendo il computer mi ha incuriosito anche in un’altra maniera, ma Leonardo conosceva questo lavoro? Che forse Luca Pacioli gli portò un schizzo? Lui disegnò il suo Uomo Vitruviano circa 30 anni dopo. Ma forse la risposta è semplice, come suggerisce l’amica Giuliana, ambedue avevano letto il trattato di Vitruvio e raggiunto simili conclusioni, indipendentemente.  La ricerca delle proporzioni ideali era certo un tema che appassionava tanti. Questi cercavano di ipotizzare delle regole geometriche precise che dessero l’armonia, ci doveva pur essere una regola, una formula. L’Umanesimo stava fiorendo, i suoi frutti sarebbero presto maturati.: il Rinascimento non erano lontano.

Ho pensato, ho speculato cercando una similitudine fra i due lavori, e mi pare che ci sia, forse sarà solo una coincidenza.

Per finire faccio una proposta oscena: quando gli attuali lavori di restauro saranno terminati che si tolga la panca e che sia costruito un semplice ponte che permetta al visitatore di salire al livello del Cristo Risorgente a 10 – 15 metri di distanza per poterlo guardare direttamente negli occhi, alla sua altezza. Semplice eh?

Tempo addietro scrissi sul mio blog il “M’Arcordo… due occhi e un piede”. Era un po’ la storia di come vedevo la Resurrezione, oggi ho aggiunto Leonardo.

105 M’Arcordo… due occhi e un piede,

Marblehead, 6 febbraio 2016

Fausto Braganti

ftbraganti@verizon.net 

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030 1934, ma quanti saranno stati quelli che facevano all’amore?

February 4, 2016
1934 Sansepolcro

1934 Sansepolcro

Amèlie (Audrie Tautou dagli occhi grandissimi) in una scena dell’omonimo film, guardando Parigi dall’alto e un po’ sconsolata, si domanda “Ma quanti saranno quelli che fanno l’amore in questo momento?” e lei non ha nessuno.

Son certo che anche a Sansepolcro quel giorno del 1934 c’erano quelli che sotto quei tetti facevano all’amore. Forse era una calda domenica pomeriggio. Le macchine in circolazione erano poche in quei giorni, ma in questa immagine non ne vedo nessuna e neanche un carro.

Mi piace analizzare, leggere le foto, studiarne la storia che ci raccontano ed immaginare anche quello che non si vede. So solo che è del 1934, forse viene da un libro e non ricordo chi l’ha mandata. Lo/a ringrazio.  

  • 1) Collegio Regina Elena, sembra ancora in costruzione, ma quando furono terminati i lavori?
  • 2) Piazzone, per secoli il Campo Boario, hanno già piantato gli alberi, diventerà poi un giardino. Ancora non c’è il cinema Iris. Più giù, lungo il viale del Stazione mi pare che si intraveda la ciminiera della distilleria proprieta’ della Stock di Trieste, credo che si chiamasse Distilleria Biturgia. Chi se lo ricorda?
  • 3) Il bastione della cannoniera è ancora intero, non hanno ancora abbattuto il lato nord delle mura per raddrizzare le futura Tiberina 3bis (ma c’era anche la Tiberina 2bis? Io non l’ho mai vista.)
  • 4) Porta del Castello, ancora non è stata abbattuta. Ci dovrebbe essere il Monumento ai Caduti ma non riesco a distinguerlo fra gli alberi.
  • 5) Zona San Leo, mi pare che ci sia il cancello della strada privata di Luigi Fatti che portava alla villa.
  • 6) Via dei Filosofi, il muro che poi delimiterà lo stabilimento Buitoni non è stato ancora eretto
  • 7) Il primo molino sulla Reglia, oggi in completo sfacelo.
  • 8) Le dimensioni dello stabilimento son molto ridotte, la grande espansione delle strutture penso che vennero poco prima della guerra. Ancora è ancora circondato da campi coltivati, niente muri.
  • 9) Inizio di Via Giovanni Buitoni, mi pare che le mura siano già state abbattute, chiaramente visibile il giardino Pier della Francesca, e l’albero più alto sulla sinistra, la sequoia. Ma come fecero quelle sequoie ad arrivare al Borgo?
  • 10) Ospedale e sanatorio per i malati cronici.
  • 11) Il garage del macchine Buitoni, quello del Giommoni ed altri autisti. Di certo c’era la Lancia Artena nera del Sor Marco. Lo spaccio aziendale è sulla sinistra dell’edificio’
  • 12) Quella che diventerà la Tiberina 3bis ancora ha il tracciato originale, non è stata ancora raddrizzata.

Conto molto sul vostro aiuto nel ricostruire quello che non so e quello che non ho detto. Cosa sapete della foto e da dove viene? Nel 1934 di aerei ce n’erano pochi. Pensate che facesse parte del materiale promozionale della Buitoni?

Questa una foto di Audrie Tautou scattata da Tanya a New York nel 2003, Se fosse stata in quell’aereo avrebbe pensato la stessa cosa? Di certo non e’ Parigi.

Audrey Tautou, NYC 7/7/03 by Tanya Braganti copyright Tanya Braganti 917-923-7668

Audrey Tautou, NYC 7/7/03
by Tanya Braganti copyright Tanya Braganti
917-923-7668

Marblehead, 4 febbraio 2016

Fausto Braganti

ftbraganti@verizon.net

 

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073i 2016-02-01, Il Trionfo dell’Amnesia

February 1, 2016
Il Trionfo dell' Amnesia di Pascale Queval

Il Trionfo dell’ Amnesia di Pascale Queval

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Vivere con Pascale non è noioso, spero che lei possa dire la stessa cosa a mio proposito.

Ed io? Mi coinvolgo anche se poi alla fine sono quello che mette il chiodo nel muro.

Questa volta si è cimentata in un’eterna battaglia e ce l’ha raccontata in una maniera nuova e apocalittica.

Non abbiamo scampo: l’Amnesia, la Demenza e Alzheimer, le tre orribili sorelle del 21simo secolo ci aspettano, implacabili. Queste tremende malattie cecamente colpiscono tutti, non fanno differenza fra ricchi e poveri, fra bianchi e neri, fra uomini e donne, come la peste del medioevo, senza pietà.

Pascale per questo lavoro ha trovato l’ispirazione nel dipinto (1592) “Il Trionfo della Morte” di Pieter Bruegel il Vecchio che ci getta nell’abisso della paura della Peste Nera dell’Europa Medioevale. Il Trionfo dell’Amnesia è una visione panoramica di quella che una volta era una terra amena e tranquilla che si è mutata in caos. Nel dipinto di Bruegel una falange di scheletri guidata dalla Morte stessa distrugge tutto al suo passaggio, il mondo non sarà più quello che conoscevamo. Non sappiamo da dove vengano queste creature mostruose ma sappiamo che ci divoreranno, sono implacabili. E noi abbiamo perso il controllo di tutto. Non ci sono argini che possano contenere l’attacco.

Amnesia, Demenza ed Alzheimer sono una costante terrificante minaccia che incute terrore nella nostra società. Se qualcuno non può ricordare un nome, un piccolo fatto della vita quotidiana, lo spettro di Alzheimer subito compare nella nostra mente, sembra aspettare al largo, pronto a sbarcare su quelle spiagge un tempo ubertose e tranquille. I granchi a ferro di cavallo sono stati chiamati anche fossili viventi, non si sono evoluti da 450 milioni di anni. Loro sono la nostra più vecchia memoria, i più antichi testimoni del nostro mondo ritornano per portarci via. Quei granchi addormentati si sveglieranno da quel sonno di 450 milioni di anni per riprenderci per annientare, per polverizzare la nostra identità, la nostra storia e tutto quello in cui noi basiamo le nostre certezze.

Alla fine saremo come King Lear, sconfitto, vecchio e pazzo, e nessuno udirà le nostre suppliche.

Marblehead, 1 febbraio 2016

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073e 2016-02-01, The Triumph of Amnesia

February 1, 2016
The Triumph of Amnesia by Pascale Queval

The Triumph of Amnesia by Pascale Queval

Italiano

Living with Pascale is not boring, I hope that she can say the something about me. Her artistic projects are always creative and she capable to narrate and old story in a very new way.

And I? I get involved and I love it even if I am just the one who hummer the nail into the wall.

This time she confronted an eternal battle in a new apocalyptic way.

There is no escape from Amnesia, Dementia and Alzheimer’s, the three horrific sisters of our 21st century society. These diseases strike blindly everyone and anyone. They don’t discriminate between rich and poor, black and white, man and woman, just like the plague in the middle age, they touch all of us

Inspired by the 1562 painting The Triumph of Death, Pieter Bruegel the Elder’s took on the ever-present threat of Black Death in medieval Europe, The Triumph of Amnesia is the panoramic view of a once beautiful and peaceful land turned into chaos. In Bruegel’s painting an army of skeletons, led by Death itself, destroys the world as we know it. We don’t know where they come from but we know that they are taking all of us with them. We have absolutely no control on the situation. The invasion is unstoppable and systematic.

The fear of Amnesia, Dementia and Alzheimer’s is ever present in our society. If someone can’t remember a name or any other trivial everyday life fact, the specter of Alzheimer’s is immediately brought up. Alzheimer’s is in our mental landscape, waiting off shore for a full landing. Its horseshoe crabs, like armored cars will penetrate and infiltrate slowly our brain cells and destroy them. Horseshoe crabs are called living fossils because they haven’t evolved since their first appearance 450 million years ago. They are our oldest memory, the oldest witness of our world, coming to take us away. The dormant horseshoe crabs will resurface from their 450 million years ocean depth and claim our memories back, shredding into pieces our identity, our history, our relationships, and the solid facts we based our certitudes on.

We will be left like King Lear, defeated poor old fools, and our plea will remain unheard.

 Marblehead, 1 February 2016 

Ho recentemente pubblicato il libro “M’Arcordo…Storie Borghesi” che può essere acquistato nelle librerie di Sansepolcro. Questo è un breve filmato dell’inizio della presentazione del libro avvenuto nella sala consiliare (quella che io chiamo “sala del biliardo”) del Comune di Sansepolcro, 25 aprile 2015.

  Presentazione del Libro M’Arcordo…

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