Archive for October, 2012

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042 2009-04-02 Anghiari, il busto dell’Anghiarina.

October 23, 2012

Evangelista Martini, l’Anghiarina

Proprio in cima alla ritta d’Anghiari c’è, o meglio c’era, l’ospedale. E sotto il porticato sulla destra c’è il busto d’un’austera matronica signora dall’abito sobrio che non nasconde un seno generoso: Evangelista Martini, benefattrice. Poi accanto al busto c’è anche una lapide per i “Benefattori Istituto Martini – Anghiari”. La lista è breve, c’è solo lei: Evangelista Martini. E la somma donata in quel lontano 1898 è enorme, immensa: L150.000. Il nonno l’avrebbe subito tradotta, per capirne meglio il valore, in 30,000 scudi, quelli d’argento col profilo di Vittorio Emanuele II e Umberto I.

Ma chi era?

La risposta è semplice: l’Anghiarina, era meglio conosciuta con questo soprannome. Oltre a questo ne so ben poco, a parte le solite storie tramandate per la valle di cui non posso assicure la veridicità.

Era una balla ragazza dall’origini modeste che partì dal paese per andare a Roma post-unitaria a far fortuna, e la fece.. Come dicevano i contadini dall’ora: “Guadagnò il pane con le cosce!”

E lei di pane ne guadagnò tanto, ma non solo con le sue ma anche le cosce di tante altre che lavoravano per lei. Oggi si direbbe: fu un buon manager.

Ritornata a casa donò quell’incredibile somma e forse per giustificare la sua nuova ricchezza era pronta a spartirla con i bisognosi. Si costrui anche una villa sulla collina di fronte, in cima alla Piaggia, dominante Sansepolcro, ma perchè non se la fece ad Anghiari?

Anche Luigi Fatti ritornò al paese (1910?), ed anche lui riportò tanti soldi, ma lui era andato piú lontano, in Sud Africa ed acquistò la villa e la rifece. Ma la comprò dall’Anghiarina o dagli eredi?

Spero di stimolare commenti, di scoprirne di piú. Non ho mai visto una foto di come fosse stata prima.

Marta, scrivi! Ti prego, scrivi! Ma è vero che c’è il fantasma dell’Anghiarina che vaga per la villa? La voglio immaginare giovane, con una vestaglia discinta, diciamo con l’abito da lavoro.

PS: Per chi ne volesse sapere di più suggerisco il libro di Carlo Brizzi, interessante e piacevolissimo da leggere:

http://www.amazon.it/LAnghiarina-Una-Cortigiana-nella-Roma-ebook/dp/B007RSFWQU

PPS: neanche il dizionario Devoto-Oli ci dice cosa sia una “apoca”, di certo una parola andata fuori uso. Penso che si tratti d’un’azienda colonica data in mezzadria, se qualcuno per caso avesse un Tommaseo-Fanfani potrebbe controllare. Alla fine del contratto, si tratta del podere Cenciarino alla piaggia, siglato il 16 ottobre 1895, dopo la “CroXce “(interessante grafia) di Belloni Lorenzo illetterato, si legge chiaramente la firma di Donna Evangelista Martini. Notare che lei ha messo il nome prima del cognome, mettendosi ad un livello sociale superiore

la firma dell'Anghiarina

la firma dell’Anghiarina

Grazie Marta!

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040 1967-11 Sansepolcro, lavori all’Arco della Pesa.

October 13, 2012

1967-11 Sansepolcro, l’Arco della Pesa.

            I lavori all’Arco della Pesa andarono per le lunghe, sembrava non finissero mai, anche perché facevano parte d’un piú vasto lavoro di restauro che mirava dare una nuova sede al Museo, con l’ingresso in via degli Aggiunti.

Il traffico che scendeva da Porta del Castello verso Piazza era deviato verso via Giovanni Buitoni, con grossi inconvenienti. Con la Vespa prendevo una scorciatoia, salivo inlegalmente per la rampa della Mossida, accanto alla fontana, da Piazza Garibaldi direttamente in Via degli Aggienti. E c’erano quelli che la facevano con la macchina e di gran corsa.

Dal lato di Piazza Garibaldi, proprio entrando sotto l’arco sulla sinistra c’era una piccola casetta, direi posticcia, schiacciata contro il muro del palazzo. Le stanze dovevano esser piccolissime. Mi sembra che ci stava uno che di soprannome chiamavano Lozzo e a me piaceva sua figlia ma lei era molto piú grande di me e certo non mi vedeva ed io sospiravo da lontano. Quella casetta fu la prima ad esser demolita.

La finestra in alto sulla sinistra, sopra l’arco, ha la pesante inferiata, era d’una delle celle della prigione. Non credo che ci fossero gran malfattori, quelli veri venivano spediti ad Arezzo. Li ci finivano ladri di galline, e magari quelli che avevan fatto baccano per ubriacatezza molesta o per rissa. Poi ci tenevano quelli in attesa del processo nell’adiacente pretura.

Ricordo, ed ero molto piccolo, che una sera ci fu un gran fumo che usciva da una delle finestre e si sentivano i berci d’un carcerato. Si disse poi che aveva dato fuoco al materasso.

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041 2011-08-17 Parigi, sogni assicurati.

October 12, 2012

promessa di sogno

Me la son vista apparire davanti all’improvviso uscendo dal  Musée du quai Branly, visione inaspettata. Credo che lei, anche se così sinuosa e dalle forme perfette, non finirà mai nella parete di nessun museo. Peccato! E pensare che avrebbe tutti i requisiti estetici, quelli platonici naturalmente, per essere immortalata nel tempo.

Cosa potevo fare? Un giro intorno al camioncino! Per un momento volevo credere che i francesi avessero avuto la buon’idea di mettere l’immagine del davanti della ragazza dall’altra parte. Mi sbagliavo, mi son dovuto accontentare di rivedere la stessa immagine. Era una ragazza con due didietri. Ma di che colore erano i suoi occhi?

Allo stesso tempo non ho avuto alcun dubbio: la sua invitante promessa al mondo intero di sogni meravigliosi era sincera. Una ragazza con un tal didietro non può mentire. Ed anche se non ho visto il resto concordo con Carlo Gadda che da qualche parte scrisse: “Certi occhi! Un davanti! Un didietro! Da sognarseli di notte.”

Ma ci sarà pur qualcuno che la chiamerà per nome e vedrà il suo sogno realizzato?

 

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