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066 2015-08-08 Saint-Gerons il salvadanaio del patrizio romano

September 2, 2015
il salvadanio del patrizio romano

il salvadanio del patrizio romano

Quando ero bambino, dopo la guerra, a Sansepolcro per la Via Maestra c’era il negozio della Maria Cocciaia*. Come si capisce dal nome vendeva vasi di tutte le dimensioni, piatti, tegami e terraglie varie. Un giorno il babbo mi portò a fare un grande acquisto: un salvadanaio. Assomigliava ad un pallone di terracotta, piatto alla base per stare in piedi, e con un taglio, una specie di piccola bocca sorridente nella parte alta.

A sera il babbo mi impartì una lezione di economia: l’importanza del risparmio. Avrei fatto cadere le monetine, che mi venivano occasionalmente donate, nel salvadanaio attraverso quella fessura. Non le avrei futilmente spese comprando figurine o gomma da masticare. Il risparmio sarebbe cresciuto ed un giorno avrei comprato qualche cosa di utile, importante.

“Ma come faccio a riprendermi i soldi?”

“Semplice,” rispose “una bella martellata, ed il malloppo è tutto tuo.”

Non mi ricordo quando ruppi il salvadanaio.

Ma cosa successe al patrizio romano del terzo secolo dell’Aquitania che pazientemente accumulò in un anfora tutte quelle monete d’argento in bassa lega, ossidate in un unico blocco? Forse era in arrivo un orda di barbari? Di certo nascose bene il suo salvadanaio, infatti fu ritrovato nel 1994 durante dei lavori nella cittadina di Saint-Girons (Ariège, Midi-Pyrenees). Proprio durante quegli scavi ruppero l’anfora, fino allora rimasta intatta.

Oggi tutte quelle monete son finite in una vetrina del museo di Saint-Lizier assieme ad altri artefatti romani e medioevali. Quel patrizio romano non le spese. Forse sperava di comprare due stalloni per una nuova biga fiammante? Dove finirono i suoi sogni? Forse trafitti dalla lancia d’un barbaro che non trovò mai il tesoro nascosto.

Ogni storia ha la sua morale, se volete scegliete voi quella che vi fa più comodo.

Per quanto mi riguarda io ancora ho un salvadanaio e non ho bisogno di dargli una martellata

anfora turca, comprata in Anatolia

anfora turca, comprata in Anatolia

(una specie d’anfora turca, comprata in una stazione di servizio in Anatolia) con gli ultimi risparmi abbiamo acquistato un nuovo computer portatile per Pascale. Quella lezione di economia impartita dal mi’ babbo ha fatto effetto.

 

* Credo che si chiamasse Maria Allegrini, ed era la mamma del professoressa di francese Mercati, la nonna della Giusi e di Claudio Achilli.

 

Marblehead, 2 settembre 2015 Il mio blog di momorie: M’Arcordo… http://biturgus.com/.

Ho recentemente pubblicato il libro “M’Arcordo…” che si trova in tutte le librerie a Sacuinsepolcro.

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