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036 1977-5 Sansepolcro. Pietro Monti, il maniscalco.

June 12, 2012

Pietro Monti, il maniscalco

Una volta di maniscalchi ce n’erano tanti, un po’ come oggi ci sono garage per riparare o cambiar le gomme alle macchine, una volta c’era bisogno di loro, si dovevan ferrare i cavalli. Di certo ci sono anche oggi ma non si vedono come prima, credo che vadano in giro direttamente nelle stalle.

Mi ricordo il maniscalco che aveva l’officina a Porta Fiorentina, lungo le mura all’altezza dell’attuale autostazione, ce n’era un altro, immortalato in un quadro della cara Irma Vanni, nella Piazzetta di Santa Chiara. Di questo ricordo l’odore acre dell’unghie bruciate quando inchiodava il ferro rovente, lo stesso odore d’un capello bruciato. Il babbo mi diceva d’uno che stava proprio sotto l’arco di Porta Fiorentina, entrando sulla destra.

Pietro Monti aveva la sua officina a Porta del Ponte accanto alla pesa di Beppe Giorni ed io lo conoscevo da sempre, era amico di famiglia e credo fosse coetaneo di mia madre. Pietro, sempre con il suo grembiulone di cuoio, era fiero del suo lavoro e per una buona ragione: lui sapeva ch’era custode d’una tradizione vecchia di migliaia d’anni.  

Ogni volta che ritornavo a Sansepolcro andavo a trovarlo, la sua officina era una fermata obbligatia e a parte la cordiale accoglienza che mi faceva nel vedermi, sapevo che ero testimone di qualcosa che stava sparendo.

Ed il giorno che non lo ritrovai all’appuntamento mi sentii triste.

 

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